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Scritto da Dott .Anna Loredana Di Matteo   

Salve a tutti, mi presento, sono la dott.ssa Di Matteo Anna, anche se molti mi conoscono con il nome di Loredana, psicologa e con diploma di Master il Psicotecnologie & Fisiopatologia dei nuovi media. Questo blog vuole essere un momento di riflessione teorico-pratica su diverse tematiche inerenti il mondo della psicologia ma in particolar modo su questioni che legano gli individui alle nuove tecnologie della comunicazione.
Vi propongo degli articoli elaborati da me o da qualche collega ospite suddivisi in rubriche, e via via metterò in archivio gli articoli già pubblicati.  
Infine vi proporrò un sondaggio, il cui scopo è quello di riflettere su questo o quel tema che di volta in volta cambierò. Mensilmente analizzeremo la risposta e la pubblicherò in un articolo.  
Nel sondaggio odierno  
vi chiedo un'opinione personale, l'età appropriata per possedere un telefonino, secondo voi qual'è? Riflettete prima di rispondere, sicuramente saremo d'accordo sul fatto che oggi rispetto a ieri le esigenze dei giovani sono veramente cambiate.............. non è vero?
Per finire, se volete chiedermi qualcosa, questa è la mia mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

 

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Questa settimana parliamo dii.... PDF Stampa E-mail
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Durante una notte insonne persa tra parole, voci, pensieri, ho pensato e se il telefonino avesse formato altri esseri viventi? Si ma come... Uomo + Cellulare cos'è? Forse esiste solo nella mia testa ma forse ha dato vita al triplice cyborg dei nostri tempi:
1: “Essere al telefonino”
Oggi, più che mai, il cellulare è parte integrante della vita di ciascuno di noi, una protesi imprescindibile del corpo umano.
 “Descrivere il telefono mobile, oggi, significa stilare un rapporto su come siamo, comunichiamo, ci parliamo e ci scriviamo, insomma su come passiamo la maggior parte del nostro tempo. Raccontare il cellulare significa raccontare noi stessi, cyborg del Duemila” (Colombo, 2001).
Il cyborg è un organismo cibernetico composto da una parte organica e una inorganica: un ibrido formato dal corpo annesso a parti tecnologiche. Il corpo aumenterebbe così le sue capacità comunicative e non solo. Tale concetto diventa un vero e proprio stile di vita per Stelarc, che ritiene, infatti, il corpo dell’uomo fermo decenni o addirittura centinaia di anni indietro nel tempo, ormai antiquato rispetto alle rivoluzioni scientifiche e culturali del nostro tempo.
Stelarc è divenuto famoso per l’innesto del terzo arto nel suo corpo, chissà se noi italiani diventeremo famosi per l’innesto, o l’inserimento sottocutaneo, del telefonino! È già cominciata l’era dei “cyborg telemediatici”? L’uomo del terzo millennio, con la sua irrinunciabile protesi, il telefono cellulare, è un cyborg? È un nuovo essere sociale?
Questi sono solo quesiti provocatori ma che dovrebbero essere un invito a meditare. Ferraris (2005) ci ha parlato di un “Homo cellularis”, mentre altri preferiscono “Homo telefonicus”, ma il senso sembra non cambiare affatto.
A farci riflettere su questo processo di ibridazione uomo-tecnologia è Giuseppe O. Longo,[1]esperto di intelligenza artificiale, analizzando la convergenza fra le due entità uomo e macchina. “L’uomo ha sempre nutrito la smisurata ambizione di imitare l’atto divino della creazione e per secoli si è dedicato alla costruzione degli automi, macchine antropomorfe che riproducessero almeno qualche caratteristica umana, […] è necessario osservare che l’homo sapiens si è sempre contaminato di tecnologia, da sempre è un simbionte, un homo technologicus, un ibrido di biologia e tecnologia in continua trasformazione. Il termine simbiosi assume qui un significato un po’ diverso da quello biologico tradizionale, ma non improprio. Innestandosi nell’uomo, ogni nuovo strumento dà luogo a una creatura di nuovo tipo, che attua potenzialità - percettive, cognitive e attive - latenti e inedite, a volte del tutto impreviste. Tanto che alcuni parlano addirittura di postumano, uno stadio evolutivo imminente che si lascerebbe alle spalle l’uomo quale lo conosciamo”[2]
Stiamo assistendo al processo di ibridazione uomo-tecnologia, che è sempre più veloce a causa del fenomeno di umanizzazione dell’automa e di automazione dell’uomo.
 
2. “Essere col telefonino”
Tali riflessioni mi hanno spinta a ricercare proprio il punto di innesto, se così si può dire, del cellulare nel corpo fisico dell’uomo, ma attenzione non si sta parlando di un trapianto chirurgico. Il telefonino rimane sempre all’esterno del corpo ma, a ben guardare, è molto più interno, anzi interiorizzato, di quanto si possa immaginare in un primo momento.
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3°. Articolo in Archivio PDF Stampa E-mail
Mercoledi 04 Febbraio 2009 10:11

Il concetto di Dipendenza

Prima di parlarvi di ogni genere di dipendenza, mi sembra utile conoscere dal punto di vista psicologico il significato di Dipendenza. In termini generici la dipendenza riguarda la capacità umana di raggiungere livelli di benessere fisico e psicologico sempre maggiori, andando alla ricerca di sostanze, comportamenti o azioni per raggiungere tale scopo. Parallelamente, esistono dipendenze sane a patologiche; le prime sono quelle dall’aria, dal cibo o dall’acqua, mentre le seconde non riguardano oggetti indispensabili per la vita.
Secondo V. Caretti e Di Cesare,  (2005), la dipendenza patologica è “una specifica esperienza caratterizzata da un sentimento di incoercibilità e dal bisogno coatto di essere ripetuta con modalità compulsive” Il terreno fertile affinché tali condotte patologiche possano germogliare sono legate a fasi di incertezze interiori, immaturità personale, false speranze, forse determinate dall’andamento della vita stessa o dalla semplice curiosità. 

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Angolo delle Dipendenze PDF Stampa E-mail
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La dipendenza alimentare

Di seguito verrà sottolineata la Bulimia Nervosa e successivamente i Disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati tra i quali il B.E.D. (Binge Eating Disorder) ovvero disturbo da alimentazione incontrollata.  

Bulimia Nervosa
 
I sintomi peculiari della bulimia sono le abbuffate incontrollate di cibo, seguite spesso da condotte eliminatorie. Le persone che hanno questo disturbo vivono costantemente emozioni negative, presentano perfezionismo e pensiero "tutto o nulla" cioè o si pongono degli standard molto elevati e sono profondamente insoddisfatte quando non riescono a raggiungerli o non riescono a rispettare le proprie rigide regole dietetiche. Hanno un'alterazione della percezione della fame e della sazietà.
Colpisce l'1% di tutte le giovani donne, con esordio tra i 12 e i 25 anni. Gli uomini sono colpiti raramente. Il BMI, ovvero l’indice di massa corporea, è normale, raramente in lieve sottopeso o lieve sovrappeso.
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4. Art. Archivio PDF Stampa E-mail
INFO - info-psicologo
Scritto da Loredana   
Giovedi 05 Marzo 2009 15:10

IAD Internet Addiction Disorder ovvero il disturdo da Dipendenza da Internet

La dipendenza da Internet si manifesta verso un particolare oggetto costituito da una o più applicazioni che la Rete mette a disposizione e si intreccia con forme di dipendenza comportamentali rintracciabili anche offline (Guerreschi 2005).
Nel 1995 lo psichiatra Ivan Goldberg propose, in modo provocatorio, per una nosografia della dipendenza derivante l’uso smodato di Internet, dei criteri diagnostici mutuati dalla diagnostica per le dipendenze del DSM. Il nome che lo psichiatra diede a questa nuova categoria di dipendenza fu IAD, dall’acronimo Internet Addiction Disorder.
Secondo la letteratura sull’argomento, particolarmente esposte risulterebbero le persone con difficoltà a comunicare in maniera consueta: soggetti con personalità di tipo ossessivo-compulsivo, o tendenti al ritiro sociale, o con marcati aspetti di inibizione dei rapporti interpersonali.  In tal senso, la IAD costituirebbe un comportamento di esitamento: il soggetto si rifugerebbe nella rete per non affrontare le proprie problematiche esistenziali (Siracusano e Peccarisi, 1997).
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